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2018, ecco come è andata con il mio Net worth (Patrimonio Netto)

Fine gennaio 2019, arrivato dopo il solito mese di attesa l’estratto conto Fineco, è tempo del mio primo bilancio avendo finalmente a disposizione una serie di dati su cui compiere tutte la analisi del caso relative all’andamento del Net Worth (patrimonio netto).

Net worth (patrimonio netto)

In questo grafico viene riportato l’andamento del mio patrimonio netto negli ultimi due anni.

Net worth

Ho diviso il mo patrimonio nelle voci aggregate “Immobiliare“, “Liquidità“, “Pensione” ed “Investimenti“. Ecco il report per ogni singola voce.

Immobiliare

E’ la casa di mia proprietà. Un immobile acquistato nel 2011 per 90.000 €, interamente ristrutturato con recupero del sottotetto, con accensione di mutuo durata 15 anni a tasso fisso (nel 2011) del 3,79%, successivamente surrogato due volte, portando il tasso nel 2016 al 2,00% (fisso) e nel 2018 al 0,57% (variabile).

Il valore di mercato della mia abitazione è stimato in circa 250.000 €, tenendo conto della superficie commerciale (circa 190 mq ma distribuiti su tre piani) e dell’ampio verde esterno, della classe energetica (A) e della location, considerando un minor valore per i lavori ancora da realizzare (tettoia esterna, ecc.), stimati in circa 30.000 €, che affronterò senza frenesia non appena possibile.

Il valore del patrimonio immobiliare netto è in leggera crescita per tenere conto del mutuo che sto pagando (rimanenza al 31 dicembre 2018 pari a circa 52.000 €), con un valore che cresce mensilmente pari alla rata del mutuo, ovviamente ipotizzando che il valore commerciale rimanga costante.

Ad oggi la casa di proprietà costituisce la grossa fetta del mio patrimonio netto, poco più del 50%.

Liquidità

E’ costituita da quanto dispongo su conto corrente e conti di deposito (non vincolati). La cifra al 31 dicembre 2018 è pari a circa 23k €, con un andamento variabile nel corso degli ultimi due anni ma in netta crescita rispetto agli inizi del 2017.

Come mai tutta questa liquidità non investita? I motivi sono sostanzialmente due:

  1. Mantenere attivo un cuscinetto di sicurezza per le emergenze, siamo appena entrati in recessione tecnica e dopo aver in parte sentito, lavorativamente parlando, la crisi post Lehman Brothers, preferisco cautelarmi tenendomi liquido, visti anche i venti borsistici dove tuttavia sono pronto a gettarmi in caso di importanti drawdown.
  2. Ho un progetto lavorativo work in progress che richiederà un investimento importante, con richiesta di un prestito bancario che potrò ridurre utilizzando parte della liquidità disponibile. Ne racconterò alla prima occasione!

Pensione

La voce è costituita da quanto finora versato nel primo pilastro (Inarcassa) e quanto investito in un FPA – Fondo Pensione Aperto (Secondapensione di Amundi – comparto Espansione) su cui ho iniziato dei versamenti mensili da circa 18 mesi.

La voce previdenziale costituisce circa il 37% del mio Net Worth, non poco, al momento la mia anzianità contributiva è pari a circa 15 anni e grazie a quanto versato nel FPA riesco fiscalmente a recuperare una parte importante, che uso per coprire quanto devo versare ogni anno alla previdenza obbligatoria.

Investimenti

Ho iniziato ad investire in ETF a settembre 2017 fino ad inizio 2018, poi i miei progetti lavorativi mi hanno indotto a tenermi liquido in vista degli investimenti che ho deciso di compiere nel mio lavoro.

Sostanzialmente quindi nel 2018 l’importo di quanto investito in azioni ed obbligazioni mediante il veicolo degli Exchange Traded Fund è rimasto invariato, la variazione che gli occhi più attenti percepiranno nel grafico è legata al solo andamento degli indici, che a fine 2018 hanno fatto segnare un -6% (in realtà poco meno avendo percepito qualche cedola con gli ETF a distribuzione) rispetto a fine 2017.

In sintesi….come è andata?

A fine 2017 disponevo di un net worth (patrimonio netto) pari a circa 340.000 €, cresciuto 12 mesi dopo ad un valore di circa 366.000 €, con un incremento annuo del 9%.

Un delta di +26.000 € che per iniziare questo mio viaggio verso l’indipendenza finanziaria non credo sia affatto male, l’importante è non fermarsi e guardare avanti.

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