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Vivere in affitto? Si, ma solo per necessità

Vuoi sapere perché una persona (o famiglia) che ha un lavoro stabile dovrebbe evitare di regalare i soldi dell’affitto?

Perché gli affitti altro non sono altro che debiti cattivi? O perché qualcuno li chiamerebbe anche investimenti a perdere, mentre io li considero letteralmente soldi buttati dal balcone (per non usare un altro termine più eufemistico)?

Proverò a spiegartelo con un esempio reale, il mio.

Laurea a 26 anni, lavoro subito dopo (grazie Polimi), fino alla trentina a casa con mamma e papà e dopo qualche anno di godimento (alias spreco) dei primi risparmi la decisione, finalmente, di iniziare una convivenza sotto lo stesso tetto con la Sig.na Vitadarentier (also know as Mrs 7/8).

Il problema di scegliere di acquistare casa non si poneva nemmeno. Senza soldi in banca le banche non sgancia(va)no mutui, figuriamoci senza la garanzia dei genitori.

Scelta obbligata: affitto!

I costi di un affitto

Non mi ci è voluto molto tempo per individuare l’appartamento che faceva al caso mio e di Mrs 7/8, ecco presentarsi in men che non si dica l’opportunità di un bilocale condominiale già arredato e precedentemente occupato da un conoscente, costo 550€/mese più spese condominiali pari a circa 1.400€/anno. Per un impegno previsto di 8.000 € annui, circa il 30% del mio stipendio. Sono durato 24 mesi in questo grazioso bilocale.

Ricapitoliamo…

  • Costo mensile: 550€
  • Costo annuale (comprese spese condominiali): € 8.000
  • Uscita totale in 2 anni: € 16.000
  • Risparmio fiscale: € 0,00

Ecco, come vedi lo Stato non aiuta nemmeno una giovane coppia che intende mettere su famiglia.

Un affitto investito in Borsa

Se avessi investito l’equivalente della rata mensile in Borsa cosa sarebbe successo?

Ecco gli scenari a 2 anni (la durata reale del mio periodo di affitto), a 4 anni (se fossi uscito dopo il primo periodo) ed 8 anni (al termine del contratto).

Ho ipotizzato un rendimento medio del 7% (numero preso non a caso, è la crescita storica della Borsa Americana), con reinvestimento mensile degli interessi per sfruttare al massimo la legge dell’interesse composto.Per ora lasciamo perdere inflazione ed altri aspetti non certo secondari ma su cui tornerò.

Nei 2 anni che ho passato in quel grazioso bilocale ho sprecato la possibilità di portare a casa un potenziale di € 1.216 in interessi. Ma soprattutto si sono volatilizzati € 16.000 che oggi sarebbero nel mio conto titoli.

Se poi parametrizziamo i potenziali guadagni (e le perdite) in caso di affitti più duraturi ci sarebbe da prendersi a schiaffi autoinfliggendosi la punizione peggiore che immaginate.

Si lo so cosa state pensando, me lo sono chiesto anch’io, tutte le persone che pagano un affitto sono rincoglionite?

No, se uno lo fa per necessità, convenienza o perché non ha altre possibilità, ad esempio perché la banca non gli concede il mutuo per colpa di un lavoro precario. Anch’io ci sono passato da questa situazione dopotutto, e mi rendo conto come non sia facile, in certe situazioni, pensare ad un’altra soluzione.

Ma appena ho avuto la possibilità sono uscito da questo pozzo di Sant’Antonio, dove io rappresentavo la preziosa acqua in fondo al pozzo che veniva emunta tutti i mesi dal locatore.

2 Responses
  • weirded
    Agosto 3, 2018

    Ciao, ho trovato il tuo blog tramite quello di Mr. RIP.

    Premesso che in linea di principio condivido l’approccio dell’acquisto VS affitto (anche se forse per motivi probabilmente più psicologici, in primis la maggiore ‘stabilità’ così come la possibilità di personalizzazione dell’immobile) mi permetto di aggiungere un paio di punti da considerare per avere un quadro più completo della situazione (disclaimer: non abito in Italia e quindi i parametri che assumo saranno con ogni probabilità leggermente differenti…). Prendo come esempio il periodo di 8 anni da te ipotizzato.

    1) sia che tu stia pagando l’affitto che il mutuo, con ogni probabilità i 550 Euro che spendi ogni mese non li hai a disposizione per investire -> il mancato guadagno é solo virtuale (inizia a concretizzarsi solo nel momento in cui il mutuo é completamente pagato)
    2) se consideriamo un costo di acquisto di 150’000 Euro di cui il 20% di anticipo (30’000 Euro) e con un tasso di interesse ipotecario del 2%, dopo 8 anni (96 mesi) hai accumulato ca. 31’000 Euro di capitale e pagato ca. 21’500 Euro di interessi (cfr. http://bretwhissel.net/cgi-bin/amortize)
    3) Hai avuto delle spese fisse all’acquisto (rogito + …) nell’ordine di qualche migliaio di Euro
    4) hai ‘bloccato’, per 8 anni, 30’000 Euro di capitale, che investiti al 7% come nel tuo esempio ti avrebbero fruttato ca. 21’500 Euro di interessi (cfr. http://www.dossier.net/utilities/interessecomposto/)
    5) a dipendenza dell’anzianità dell’immobile potresti aver avuto delle spese straordinarie di manutenzione, che nel caso dell’affitto sarebbero state a carico del proprietario
    6) sei più vincolato (perdita o cambio lavoro, trasferimenti ecc…) a livello finanziario. Non so se in Italia funziona allo stesso modo ma in Svizzera se estingui anticipatamente un mutuo a tasso fisso devi pagare alla banca tutto l’interesse per il periodo pattuito

    Comunque complimenti e in bocca al lupo per il tuo percorso verso la FI !

    Saluti da un collega ex PoliMI 😉

    weirded

  • vitadarentier
    Agosto 3, 2018

    Ciao e grazie per il contributo, oltretutto fa piacere incrociare qualche ex Polimi!
    Sul discorso meglio acquisto o meglio affitto ci sono sempre linee di pensiero differenti come è normale che sia, il mio post (forse non si capisce, la prossima volta lo evidenzierò meglio) verteva sull’acquisto della prima casa per la “vita”, come è successo nel mio caso.
    Se uno sa che non si sposterà da quel posto, dove intende mettere su famiglia, allora quanto ho scritto ha sicuramente senso, molto di più di chi invece ha un lavoro che può portarlo spesso a cambiare città, dove la flessibilità di un affitto è imbattibile. Anche se nella vita non si sa mai che strada possiamo prendere!
    Per rispondere al tuo punto 6) in Italia, se estingui il mutuo, non sei tenuto a pagare gli interessi futuri (per fortuna).

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