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Fondo pensione: 10 motivi per sceglierne uno

Fondo pensione

Hai già sentito parlare di fondo pensione? Se si probabilmente sei a conoscenza del fatto che la recente riforma del sistema pensionistico (legge Fornero) porterà milioni di Italiani, oltre a godersi la pensione in età sempre più avanzata, a vedersi riconosciuto un assegno di decine di punti percentuali minore rispetto all’ultimo salario/stipendio percepito.

Ecco perchè è importante, per chi in pensione ci deve ancora andare, anche se mancano tanti anni, garantirsi la tranquillità economica per una vecchiaia tranquilla.

Probabilmente, visto che stai leggendo un blog in cui il focus è come raggiungere l’indipendenza finanziaria per vivere di rendita prima della pensione, ti starai chiedendo perchè ho deciso di parlare di fondi pensione. Il motivo è che ho trovato almeno dieci buoni motivi perchè vale la pena aprire un fondo pensione. Buona lettura!

1 – Vantaggio fiscale del fondo pensione

Il contributo al fondo pensione è interamente deducibile dal proprio reddito fino alla cifra di  5.164,57 €. Questo vantaggio è tanto più elevato tanto maggiore è il tuo reddito.

In questa tabella puoi vedere il risparmio ogni 1.000 versati al fondo (terza colonna), o in caso di versamento del massimo deducibile (ultima colonna):

Risparmio fondo pensione

  • Esempio 1: chi ha un reddito annuo di € 35.000, versando la cifra massima deducibile si troverà in busta paga, dopo la dichiarazione annuale dei redditi, la cifra di 1.963 €.
  • Esempio 2: chi ha un reddito di € 30.000 risparmierà un totale di 1.614,33 € (pari al 38% di 2.000€ più il 27% di 3.164,57€)

2 – Reinvestimento deduzione fiscale

Personalmente vedo il versamento al fondo pensione come la certezza di vedermi riconosciuto un interesse pari alla mia aliquota marginale (nel mio caso il 41%). Quindi se verso 1.000 € so che potrò disporre cash, pochi mesi dopo, di una cifra pari a 410 €. Di cui potrò disporre come meglio credo, in quanto lo Stato mi restituirà questa cifra (o pagherò una quota corrispondente di minori tasse, compensandole).

L’aspirante rentier conosce molto bene la potenza dell’interesse composto. Ecco perchè non si farà sfuggire la possibilità di reinvestire quanto risparmiato in tasse grazie al versamento al fondo pensione dell’anno precedente. E’ un ciclo virtuoso che nel lungo periodo porta i suoi frutti. Quale investimento a rischio basso oggi può garantirti un interesse così elevato?

3 – Minori costi per una gestione attiva del fondo

La gestione attiva dei fondi comporta costi in genere non trascurabili che garantiscono alla società di gestione lauti guadagni. Ecco perchè molti aspiranti rentier preferiscono gestire da sè i propri risparmi, ad esempio optando per una gestione passiva, come l’acquisto di ETF indice.

Tuttavia i fondi pensione, per la loro peculiarità, hanno costi certamente minori rispetto ai classici fondi, purchè si tralascino i PIP (fondi pensione di tipo assicurativo) che hanno costi più elevati, salvo qualche eccezione.

Riporto dal sito della COVIP, l’Autorità per la vigilanza sui fondi pensione, gli ISC (Indici sintetici di costo) medi calcolati sulle varie tipologie di fondo (dati a 31.12.2017).

ISC fondi pensione

Salta certamente all’occhio la differenza di costo tra Fondi pensione negoziali e le altre tipologie di fondo. Quelli negoziali hanno costi paragonabili a quelli di una gestione passiva. Chi andrà più a fondo potrà tuttavia trovare anche tra i FPA (es. Secondapensione di Amundi o Teseo di Reale Mutua) e più raramente tra i PIP  buone possibilità di scelta a costi accettabili, soprattutto se la propria azienda non può aderire ad alcun fondo di tipo negoziale. Di certo se fossi un lavoratore dipendente saprei ad occhi chiusi che strada prendere….

Sul sito COVIP.IT si trova un utilissimo comparatore dei costi per la scelta del Fondo Pensione più tagliato sulle tue esigenze qualora non tu non sia un lavoratore stipendiato o salariato.

4 – Compensazione indiretta dei contributi pensionistici non versati

Un aspirante rentier ha come obiettivo principale quello di raggiungere l’indipendenza finanziaria prima della pensione. E quando finalmente inizierà la sua vita di rendita, smettendo di lavorare, smetterà di versare i contributi obbligatori all’Inps od alla propria Cassa professionale.

Ecco perchè l’apertura di una posizione di previdenza complementare fino al giorno in cui raggiungerai l’indipendenza finanziaria ti consentirà di compensare, almeno in parte, quanto non versato durante gli anni che intercorrono fino alla tua età da pensione. In questo modo il tuo assegno pensionistico sarà un pò più “grasso”, in modo da avere una pensione meno scarna quando sarà il momento.

Se invece deciderai di ricevere immediatamente fino al 50% del tuo capitale accumulato potrai eventualmente decidere di utilizzarlo per integrare il tuo capitale da rentier.

E’ vero, se ha già raggiunto l’indipendenza finanziaria teoricamente potresti fare a meno di questo capitale, oppure non aprendo nessuna posizione potresti iniziare la tua vita di rendita con qualche mese di anticipo. Scelte personali. Dal mio punto di vista ho in testa l’obiettivo di raggiungere la libertà finanziaria il prima possibile, ma farlo con un piccolo delta di ritardo, con tutti i vantaggi che l’adesione alla previdenza complementare comporta, mi fa decisamente propendere per questa scelta.

5 – Possibilità di riscatto totale o parziale del capitale accumulato

In caso di necessità prima della pensione è possibile riscattare l’intero capitale o una quota del 50% (cd. riscatto parziale). Ecco i casi principali:

  • Morte (riscatto totale)
  • Invalidità permanente (riscatto totale se presente riduzione di 2/3 della capacità lavorativa)
  • Perdita del lavoro (riscatto totale o parziale, in base agli anni di inoccupazione)
  • Cassa integrazione o mobilità (riscatto parziale)

Se è vero che la previdenza complementare serve per un futuro più sereno è anche vero che i casi della vita ci possono mettere di fronte a situazioni inattese, e sapere di disporre di questa copertura “assicurativa” su soldi altrimenti vincolati per anni non può che renderci un pò più tranquilli.

6 – Anticipazione fino al 75% del capitale 

La flessibilità nell’adesione ad una forma di previdenza complementare ti consente di smobilizzare fino al 75% di quanto accumulato, in qualsiasi momento, purchè sia correttamente documentato, in caso di gravi situazioni di salute (es. tumori maligni, ecc.).

Se invece devi acquistare o ristrutturare la prima casa puoi sempre chiedere un’anticipazione fino al 75%, documentandolo ma con il vincolo che siano trascorsi almeno 8 anni dall’adesione.

Sempre trascorso tale termine di 8 anni è infine prevista la possibilità di richiedere fino al 30% del montante senza alcuna giustificazione. 

7 – Contributo datore di lavoro

Sei un lavoratore dipendente? Lo sai che se aderisci al fondo pensione negoziale (che ha costi molto competitivi) puoi godere di un contribuito “gratuito” da parte del tuo Datore di lavoro? Certamente è una possibilità da non farsi sfuggire, visto che in finanza non ci sono pasti gratis perchè non sfruttare questa possibilità?

Oltretutto, se sei tra quelli che non usufruiscono integralmente del bonus Renzi perchè il tuo reddito è di poco superiore alla soglia di legge che da diritto ai famosi 80 € in busta paga, forse potrebbe valere la pena fasi due calcoli ed approfondire l’argomento. Potresti infatti incrementare le tue entrate grazie al bonus per effetto della riduzione del tuo reddito a causa dei versamenti alla tua posizione di previdenza complementare.

8 – Tassazione agevolata

Come tutti gli strumenti finanziari nel momento di usufruire della prestazione, sia in fase di pensionamento sia in caso di riscatto o anticipazione, è prevista una tassazione da parte dell’erario.

Tale tassazione è prevista nella misura agevolata del 15%, che si riduce dello 0,3% annuo trascorsi 15 anni di adesione al fondo pensione, fino ad un sottolimite del 9% (raggiunto quindi per chi è iscritto da almeno 35 anni).

In caso di anticipazione per l’acquisto/ristrutturazione prima casa o del 30% per altri motivi tale tassazione sarà più elevata (23%)

In fase di accumulo invece i rendimenti vengono tassati al 20%, inferiore rispetto al 26% delle altre forme di risparmio finanziario. Per gli investimenti in Titoli di Stato da parte del Fondo la tassazione invece è la medesima (12,5%).

9 – Trasferimenti gratuiti

Chi vuole passare da una previdenza complementare ad un’altra, ad esempio perchè ritenuta più performante, potrà farlo dopo 2 anni senza costi. Oltretutto è anche possibile interrompere la contribuzione, senza alcun preavviso, riprendendola in qualsiasi momento.

10 – Dollar Cost Averaging

Se anche tu come il sottoscritto intendi fare dei versamenti costanti e periodici (ad esempio il sottoscritto versa 430€ mensili per un totale di € 5.160 annui, in modo da sfruttare la massima deducibilità fiscale), acquisterai un numero di quote variabili in funzione della quotazione del momento, sfruttando la tecnico del DCA (Dollar Cost Averaging) che consente di ridurre i rischi mediando gli acquisti, cioè comprando più quote quando il mercato scende e meno quote quando il mercato è prezzato. Questa tecnica sul lungo periodo, come quello di contribuzione ad un fondo di previdenza complementare, porta degli indubbi benefici.

In conclusione

Abbiamo visto quanti possibili vantaggi possano esserci dall’aderire ad un fondo pensione. Ovviamente ci sono anche aspetti negativi, che tuttavia ritengo siano ampiamente compensati da alcuni dei dieci punti che ti ho illustrato.

Una cosa è certa: se vuoi sfruttare al massimo le opportunità offerte dai fondi pensioni non aspettare ed aprilo il prima possibile scegliendo tra le tante opportunità offerte dal mercato. 

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